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Coinvolgimento e motivazione del personale fanno bene al business

22 Settembre 2021
Coinvolgimento e motivazione del personale fanno bene al business

E se la prossima crisi globale fosse una pandemia di salute mentale”?
Si apre con questa domanda, proposta dal CEO Jim Clifton, il Report del 2021 State of the Global Workplace redatto da Gallup, una sorta di mega istantanea dei luoghi di lavoro a livello mondiale. Una provocazione, solo un’esagerazione oppure la frase esprime il tentativo di attirare l’attenzione su una questione che via via sta assumendo, a ragione, un’importanza sempre maggiore nelle dinamiche organizzative aziendali? La considerazione dell’aspetto “umano” delle risorse che sono una delle componenti principali della produttività sta infatti sempre più emergendo come uno degli argomenti più delicati da affrontare per i leader di oggi e di domani, e sottovalutarne l’impatto e la portata sta già dimostrando di avere conseguenze negative tangibili sul business.  

Gli effetti della pandemia

Scorrendo il Rapporto Gallup si scopre come la pandemia da COVID-19 non abbia fatto altro che rendere ancora più evidenti segnali che erano emersi già negli ultimi dieci anni. I livelli record raggiunti a livello mondiale nel corso del 2020 per ciò che riguarda preoccupazione, stress, rabbia e tristezza da parte dei dipendenti sono infatti la conferma di un trend negativo di lungo corso, che merita una riflessione e una chiara strategia di intervento da parte dei dirigenti. Così come non è possibile sottovalutare come circa l’80% dei collaboratori non si senta motivato sul luogo di lavoro. Un aspetto che costa all’economia globale quasi il 10% del PIL in perdita di produttività ogni anno.

A livello mondiale, coinvolgimento e motivazione del personale sono decresciuti di 2 punti percentuali dal 2019 al 2020, attestandosi su un 20% di media e segnando una prima flessione dopo i numeri incoraggianti degli ultimi anni. Se però si analizzano i dati relativi alla sola situazione dell’Europa Occidentale, si nota come tale percentuale scenda a una media dell’11%, confermando come poco più di un dipendente su dieci si senta coinvolto in quello che quotidianamente è il suo lavoro.

Coinvolgimento e motivazione del personale

Che sia colpa della pandemia? Non del tutto vero: sebbene il 45% dei dipendenti confermi come il COVID-19 abbia avuto un decisivo impatto sulla vita personale, nei numeri relativi alla situazione europea si nota come ci sia stata una decrescita per ciò che riguarda i sentimenti di rabbia o lo stress sui luoghi di lavoro. Gli interventi di sostegno al reddito, la nuova organizzazione dei tempi e dei modi lavorativi, le protezioni dai possibili licenziamenti hanno quindi avuto un impatto positivo sulle ansie dei dipendenti, che in Europa hanno segnalato nel 2020 un livello di stress addirittura minore rispetto al passato (41% contro il 47%).   

Eppure le aziende eccezionali hanno avuto risultati eccezionali

La mancanza di motivazione ha perciò cause, almeno nel caso europeo, più profonde di quelle contingenti. Le aziende che hanno infatti messo in campo le “best practice” nel corso di questi anni (selezionate secondo i criteri del “Gallup Exceptional Workplace Award”) hanno avuto risultati molto diversi rispetto ai trend che abbiamo segnalato in precedenza. La motivazione del personale supera il 70% di media, con una crescita costante negli ultimi anni. E se ad alcuni potrebbero sembrare risultati poco tangibili, i dati parlano di 81% in meno di assenteismo sul lavoro, 18% di produttività in più, 23% di redditività in più oltre al 66% in più di benessere dei dipendenti.

Un basso livello di motivazione conduce senza dubbio a una minore capacità di resilienza dell’organizzazione nei confronti di una crisi, così come è capace di mettere in crisi i processi di cambiamento e di innovazione. Ecco perché sembra quanto mai importante che si creino politiche a supporto del benessere generale di dipendenti, sia all’interno che all’esterno del luogo di lavoro. Massimizzare il potenziale di ciascun collaboratore deve essere l’obiettivo di ogni buon leader, farlo tenendo nella massima considerazione coinvolgimento e motivazione del personale, inserendo questi aspetti nelle trame della cultura aziendale, sembra essere quello dei leader del prossimo futuro.

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