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Come misurare (e migliorare) il clima aziendale

03 Novembre 2021
Come misurare (e migliorare) il clima aziendale

Rendere allo stesso tempo produttiva e attrattiva un’azienda significa mettere in campo tutte le azioni necessarie a trovare il migliore equilibrio possibile tra le necessità organizzative e quelle delle persone che lavorano e vivono all’interno dell’organizzazione stessa. A tale proposito, misurare il clima aziendale significa manifestare l’intenzione di comprendere, al di là di quella che può essere una sensazione non basata su dati oggettivi e misurabili, come effettivamente le scelte organizzative vengano percepite dalla platea dei lavoratori. E poter agire per tempo.

Perché in buona sostanza così come davanti ad una splendida giornata di sole ci si sente motivati e intraprendenti e, al contrario, davanti ad una grigia, fredda e piovosa si finisce per sognare una copertina e un divano, lo stesso discorso può essere riferito alle condizioni di lavoro in azienda. Non è forse vero che lavorare in condizioni appaganti e soddisfacenti aumenta i livelli di produttività e insieme riduce drasticamente problemi come l’assenteismo? E non rende l’azienda più attrattiva, garantendole i migliori talenti in circolazione?

La misura del clima aziendale

I fattori che influenzano il clima aziendale sono parecchi, e spaziano dalla qualità dei rapporti interni – tra il personale e in rapporto alla dirigenza – alla chiarezza delle informazioni riguardo alla propria funzione, toccando aspetti legati alla comunicazione interna e alla cultura aziendale. Pianificare e mettere a sistema una misurazione a intervalli regolari del benessere organizzativo significa, per il management, poter intervenire con maggiore consapevolezza e una taratura ottimale sulla ridefinizione degli spazi di lavoro, le necessità formative e i percorsi di carriera, la collaborazione del team e i sistemi di incentivazione. Correggendo per tempo eventuali elementi di criticità emersi.

I meccanismi utili a misurare il clima aziendale vanno dai questionari alle interviste dirette, a seconda delle esigenze. Non di rado le due modalità risultano complementari in una strategia strutturata. Se nel caso dei questionari, e in particolare quando sia garantito l’anonimato, è infatti possibile effettuare una ricerca quantitativa di dati statistici, sul fronte della ricerca qualitativa è la seconda modalità quella capace di fornire più impressioni, opinioni e punti di vista, pur dovendosi mettere in conto generalmente una minore propensione da parte degli intervistati a dire la nuda verità.

Benefici organizzativi e strategici di employer branding

Oltre che sul piano puramente organizzativo, la misurazione del clima aziendale come detto può essere molto utile nella corretta impostazione di una strategia volta ad attirare e trattenere i migliori talenti. Guardando i dati italiani dell’Employer Brand Research 2021 – lo studio di Randstad che fotografa la capacità attrattiva di un’azienda per i potenziali lavoratori – i primi due fattori che risultano più ricercati in un’azienda sono il bilanciamento tra vita e lavoro (work-life balance) per il 66% degli intervistati e l’atmosfera di lavoro piacevole, per il 64% (il 70% per i rispondenti di età 18-24 anni). E non è certamente un caso che queste voci si trovino davanti ad aspetti altrettanto importanti come sono la retribuzione, la visibilità del percorso di carriera e una buona formazione.

Pensare di limitarsi all’aumento dei salari per il raggiungimento dell’obiettivo di ottenere maggiori risultati può insomma non risultare una strategia efficace, visto che in questo modo non vengono presi in adeguata considerazione alcuni aspetti che riguardano specificamente le persone coinvolte nell’organizzazione aziendale e la loro soddisfazione sul posto di lavoro. Per chiudere rimanendo in tema di clima: nonostante l’acquisto di nuovi occhiali da sole, potrebbe continuare a piovere a lungo.

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