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Gestione Covid-19: la normativa post-emergenziale

19 Aprile 2022
Gestione Covid-19: la normativa post-emergenziale

Il 31 marzo 2022 è cessato lo stato di emergenza da Covid-19: con delibera del Consiglio dei ministri, il D.L. n. 24 del 24 marzo 2022 ha disposto il graduale superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19.

Per quel che riguarda l’accesso ai luoghi di lavoro, a far data dal 1° aprile 2022 e fino al 30 aprile 2022, chiunque acceda presso un luogo di lavoro dovrà:

  1. essere munito di Green Pass base (da tampone antigenico rapido o molecolare negativo, da vaccinazione o da guarigione dal Covid-19) ed esibirlo, su richiesta, al soggetto incaricato al controllo, indipendentemente dall’età anagrafica. Infatti, nonostante l’obbligo vaccinale per gli over 50 permanga fino al 15 giugno 2022, tali soggetti seppur non vaccinati potranno lavorare esibendo il Green Pass base;
  2. indossare un D.P.I (mascherina chirurgica o FFP2), fino al 30 aprile 2022. A decorrere dal 1° maggio 2022, il suo utilizzo diverrà facoltativo (salvo diverse e future disposizioni in merito).

La normativa è rivolta a tutti i soggetti che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività (lavorativa, di formazione, di volontariato), anche sulla base di contratti esterni.

Fermo restando la possibilità di emanare delle disposizioni urgenti in materia di Covid-19, valutate sulla base dell’andamento della curva epidemiologica, dal 1° maggio 2022 non sarà più obbligatorio il green pass.

  • COME RICEVERE IL GREEN PASS
  • Avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV2
  • Prima dose – certificazione generata a partire dal 12° giorno dopo la prima somministrazione, con validità a partire dal 15° giorno e fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale, indicata nella certificazione all’atto del rilascio;
  • Monodose – certificazione generata dal 15° giorno dopo la somministrazione, con validità di 6 mesi;
  • Seconda dose o dose unica –

per gli individui che contraggono l’infezione da SARS-CoV-2 successivamente alla somministrazione della prima dose di un vaccino con una schedula vaccinale a due dosi, si rappresenta quanto segue:

  • Infezione da SARS-CoV-2 entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, dovranno completare il ciclo vaccinale con la seconda dose, che deve essere effettuata preferibilmente entro sei mesi dalla documentata infezione. La validità della certificazione è di 6 mesi;
  • Infezione da SARS-CoV-2 oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, la schedula vaccinale si intende completata, poiché l’infezione si considera equivalente alla somministrazione della seconda dose. L’eventuale somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata. La validità della certificazione è di 6 mesi;
  • Seconda dose – certificazione valida per 6 mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale;
  • Terza dose booster – certificazione emessa il giorno successivo alla vaccinazione, con validità illimitata dalla data della somministrazione della dose aggiuntiva al ciclo completato (terza dose per ciclo a due dosi, seconda dose per ciclo completato con monodose);
  • Avvenuta guarigione da COVID-19 – il Green pass sarà generato il giorno seguente alla certificazione della guarigione, con tampone molecolare negativo e cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2. La durata del Green Pass, in questo caso, si differenzia in base alla fattispecie di riferimento:
  • In assenza di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, la certificazione ha la durata di 6 mesi (180 giorni) a far data dall’avvenuta guarigione, certificata;
  • In presenza di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, in conclusione del prescritto ciclo vaccinale, la certificazione ha la durata di 6 mesi, a far data dall’avvenuta guarigione;
  • Esito negativo al virus SARS-CoV-2 del tampone (GREEN PASS BASE):
  • MOLECOLARE – con durata di 72 ore
  • ANTIGENICO RAPIDO – con durata 48 ore

ATTENZIONE: LA VALIDITà DEL GREEN PASS SI INTERROMPE QUALORA, NEL PERIODO DI VIGENZA DELLO STESSO, L’INTERESSATO SIA IDENTIFICATO COME CASO ACCERTATO POSITIVO AL SARS-CoV-2.

  • ORGANIZZAZIONE DELLE VERIFICHE

Ai fini della dimostrazione dell’efficacia dei controlli è fondamentale e obbligatoria la redazione della policy aziendale in materia di Green Pass, che descriva in modo puntuale il metodo adottato per i controlli.

A partire dal 15 ottobre 2021, il datore di lavoro è tenuto a verificare il rispetto dell’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro. Nell’informativa ai lavoratori devono essere obbligatoriamente definite le modalità operative, la cadenza delle verifiche, le modalità di trattamento dei dati conseguenti alla consegna del green pass al datore di lavoro e il soggetto formalmente incaricato ad effettuare i controlli che può essere identificato nelle seguenti figure:

  1. Il datore di lavoro stesso
  2. Un delegato del datore di lavoro, individuato con atto formale

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELLE VERIFICHE

  1. TIPOLOGIA DI VERIFICHE

Il regolamento aziendale in materia di Green Pass definisce la cadenza e le modalità di svolgimento delle verifiche, che saranno:

  1. A TAPPETO
  2. A CAMPIONE – controllando almeno il 20% dei lavoratori in servizio
  • SEMPLIFICAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DELLE VERIFICHE

La legge n. 165/2021 consente al lavoratore di consegnare copia del Green Pass al proprio datore di lavoro.

ATTENZIONE:

  1. Il datore di lavoro deve fornire idonea informativa ai lavoratori e alle relative rappresentanze circa il trattamento dei dati personali conseguenti alla consegna della copia del Green Pass: è necessario gestire e trattare le informazioni contenute nel Green Pass del lavoratore nel pieno rispetto degli obblighi di riservatezza e segretezza indicate dal codice della Privacy, prevedendo specifica informativa ai sensi dell’art. 13. Del GDPR;
  2. Il datore di lavoro NON può, in alcun modo, richiedere copia del Green Pass: è a discrezione del lavoratore decidere di consegnare la Certificazione al datore di lavoro, al fine di evitare i controlli fino alla scadenza della stessa.
  • REGISTRO DEGLI ACCESSI

Anche se la norma nulla prevede in merito, il datore di lavoro può decidere di tutelarsi con l’istituzione di un registro degli accessi, al fine di poter provare, in caso di controllo esterno, il fattivo controllo al momento dell’accesso del lavoratore sul posto di lavoro, attestando che nessun lavoratore abbia fatto accesso ai locali aziendali sprovvisto di una valida certificazione.

I dati che possono essere inseriti nel registro sono i seguenti:

  1. Nominativo del soggetto controllato;
  2. Data;
  3. Esito della verifica.

COME VERIFICARE LA VALIDITA’ DEL GREEN PASS

La certificazione verde COVID-19, cartacea o digitale, ha un QR code che identifica il codice univoco alfanumerico.

La verifica avviene attraverso l’applicazione VerificaC19, che potrà effettuare la scansione del codice anche offline.

È necessario accedere alla banca dati almeno una volta al giorno, per due principali motivazioni:

  1. Aggiornare l’elenco delle chiavi pubbliche che gli Stati membri utilizzano per stabilire l’autenticità delle Certificazioni
  2. Aggiornare l’App con nuove ed eventuali funzionalità operative

VERIFICA DEL DOCUMENTO DI IDENTITA’ – contestualmente alla verifica del QR Code, l’interessato, su richiesta del verificatore, dovrà esibire un documento di riconoscimento di identità in corso di validità, ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’App.

ATTENZIONE: L’ATTIVITA’ DI VERIFICA NON DOVRA’ COMPORTARE IN ALCUN CASO LA RACCOLTA DEI DATI DELL’INTESTATARIO, IN QUANTO IL CONTROLLO NON COSTITUISCE TRATTAMENTO DEL DATO AI FINI PRIVACY (D.P.C.M. 17 giugno 2021, art. 13 comma 5)

MODALITA’ DI UTILIZZO DELL’APPLICAZIONE VERIFICAC19

  1. DA DISPOSITIVO ANDROID

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ministerodellasalute.verificaC19&hl=it&gl=US

  • DA DISPOSITIVO APPLE

https://apps.apple.com/it/app/verificac19/id1565800117

Per verificare la validità del Green Pass con VERIFICAC19 è necessario seguire i seguenti passaggi:

  1. Richiesta della certificazione all’interessato che mostrerà il QR CODE (in formato digitale o cartaceo)
  2. Aprire l’interfaccia dell’App VERIFICAC19 e cliccare “TIPOLOGIA DI VERIFICA” selezionando la modalità richiesta:
  3. BASE (vaccinazione/guarigione/tampone)
  4. RAFFORZATA (vaccinazione/guarigione)
  5. “AVVIA SCAN” per attivare la fotocamera, successivamente inquadrare il codice QR relativo al certificato verde da analizzare
  6. L’App VERIFICAC19 scansiona il QR CODE, estraendone le informazioni e procedendo con il controllo, fornendo tre possibili risultati:
  7. SCHERMATA VERDE – certificazione valida per l’Italia e per l’Europa;
  8. SCHERMATA AZZURRA – certificazione valida per l’Italia;
  9. SCHERMATA ROSSA – certificazione non valida o scaduta o c’è stato un errore di lettura
  10. Procedere con “PROSSIMA SCANSIONE” o “RIPETI SCANSIONE”

ATTENZIONE: L’APPLICAZIONE è STATA CREATA NEL PIENO RISPETTO DELLE NORME CHE REGOLANO LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI DELL’UTENTE E DELLA NORMATIVA VIGENTE (D.L. 52/2021). L’applicazione non permette di memorizzare i dati riguardanti il lavoratore. infatti, attraverso la lettura del qr code saranno visualizzate le informazioni necessarie ad assicurarsi che l’identita’ della persona corrisponda con quella dell’intestatario del green pass.

SANZIONI PER I LAVORATORI

CASO 1 – MANCATA PRESENTAZIONE DEL GREEN PASS

La normativa stabilisce che la scadenza del Green Pass durante l’orario di lavoro e in corso di prestazione consente la prosecuzione della prestazione lavorativa per il tempo necessario a portare a termine il turno di lavoro, senza le conseguenze previste in caso di assenza di Green Pass nel momento in cui viene fatto l’accesso sul luogo di lavoro

IPOTESI A – AZIENDA CON Più DI 15 DIPENDENTI  

Fino alla data di presentazione della certificazione e, comunque, non oltre il 30 aprile 2022, il lavoratore viene definito come assente ingiustificato qualora non presentasse il Green Pass:

  1. Senza conseguenze disciplinari, in linea con la ratio del provvedimento: la tutela della salute come bene comune
  2. Con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro
  3. Per i giorni di assenza non è dovuta la retribuzione né altro compenso o emolumento

Prassi da seguire:

La normativa non prevede nulla al riguardo, ma ai fini della prova è consigliabile far firmare al lavoratore una ricevuta che evidenzi l’assenza del Green Pass, la data della verifica e del conseguente allontanamento.

Nondimeno, ove questo non fosse possibile, è consigliabile dare al lavoratore una comunicazione che dia conto dell’esito negativo e dello status in cui è collocato il lavoratore

IPOTESI B – AZIENDE CON MENO DI 15 DIPENDENTI

  • I datori di lavoro delle imprese con meno di 15 dipendenti possono sospendere e, di conseguenza, sostituire il lavoratore che non presenti il Green Pass per 5 giorni consecutivi;
  • il lavoratore sospeso non incorre in conseguenze disciplinari e manterrà il diritto alla conservazione del posto di lavoro;
  • la durata della sospensione equivale alla durata del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione;
  • Il contratto di lavoro stipulato per la sostituzione ha una durata di 10 giorni, rinnovabili fino al 30 aprile 2022.

Di seguito, le specifiche del caso:

  1. FORMALIZZARE LA SOSPENSIONE: il datore di lavoro dovrà notificare la sospensione al dipendente, affinché questo non venga considerato come “semplice” assente ingiustificato;
  2. DIRITTI DEL LAVORATORE: anche se sospeso, il lavoratore manterrà il diritto alla conservazione del posto di lavoro, senza conseguenze disciplinari;
  3. SOSPENSIONE: l’assunzione di un lavoratore sostituto non permette al lavoratore sostituito di rientrare sul posto di lavoro per tutta la durata della sospensione, neppure presentando il Green Pass.

LAVORATORE ASSENTE INGIUSTIFICATO E SOPRAVVENUTO STATO DI MALATTIA

La malattia intervenuta successivamente alla dichiarazione del lavoratore come assente ingiustificato non permette allo stesso di maturare il diritto alla malattia INPS e alla corresponsione delle indennità previste.

Il principio vige anche in caso di sopravvenuto contagio da COVID – 19.

Lo status di assente ingiustificato permane fino alla presentazione del Green pass al datore di lavoro, ottenuto con le modalità precedentemente esposte.

CASO 2 – ELUSIONE DEI CONTROLLI

  1. SANZIONE AMMINISTRATIVA DA €600,00 AD €1.500,00
  2. PROCEDURA DISCIPLINARE PER CONDOTTA SCORRETTA SECONDO I CCNL DI SETTORE – il divieto di conseguenze disciplinari, previsto dalla legge per chi è sprovvisto di green pass, viene meno per chi entra comunque nei luoghi di lavoro

CASO 3 – UTILIZZO DI CERTIFICAZIONE FALSA

È UN REATO PROCEDIBILE D’UFFICIO E PER QUESTO Può ESSERE DENUNCIATO DA CHIUNQUE, SIA PERSONALE ADDETTO AL CONTROLLO CHE QUALSIASI ALTRA PERSONA.

Possono presentarsi tre tipologie di reato:

  1. CONTRAFFAZIONE – reato di falsità materiale: reclusione da sei a tre anni, ridotta fino a un terzo;
  2. ACQUISIZIONE DI CERTIFICATO FALSO – reato di uso di atto falso: reclusione ridotta di un ulteriore terzo rispetto ai termini sopra citati;
  3. UTILIZZO DELLA CERTIFICAZIONE DI ALTRA PERSONA – reato di sostituzione di persona: reclusione fino ad un anno.
  • SANZIONE AMMINISTRATIVA PER I DATORI DI LAVORO

Il mancato controllo del possesso del Green Pass e la mancata adozione di misure organizzative idonee ad effettuare i controlli sono azioni punite con una multa da €400,00 a €1.000,00 per il datore di lavoro.

Questi importi vengono raddoppiati in caso di reiterata violazione.

  • ORGANI COMPETENTI PER IRROGARE LE SANZIONI

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto, al quale vengono trasmessi gli atti relativi alla violazione tramite le forze di polizia, del personale ispettivo dell’azienda sanitaria locale e dell’ispettorato del lavoro.

  • MISURE DI ISOLAMENTO E AUTOSORVEGLIANZA

SOGGETTI POSITIVI AL COVID

Nel caso in cui venga diagnosticata la positività di un soggetto con tampone molecolare o antigenico rapido, questo deve adottare da subito delle norme di isolamento, secondo i tempi che seguono:

  • DIECI GIORNI DI ISOLAMENTO –

Dalla comparsa dei sintomi (di cui almeno gli ultimi 3 senza sintomi) o dalla data del prelievo del primo test positivo, al termine dei quali è si deve effettuare un test molecolare o antigenico rapido con esito negativo per i seguenti soggetti:

  1. Non vaccinati;
  2. Vaccinati con ciclo primario incompleto o completato da meno di 14 giorni;
  3. Vaccinati con 2 dosi da più di 120 giorni (senza dose di richiamo).
  • SETTE GIORNI DI ISOLAMENTO

Dalla comparsa dei sintomi (di cui almeno gli ultimi 3 senza sintomi) o dalla data del prelievo del primo test positivo, al termine dei quali si deve effettuare un test molecolare o antigenico rapido con esito negativo per i seguenti soggetti:

  1. Vaccinati con 3 dosi
  2. Vaccinati con 2 dosi da meno di 120 giorni

Se al termine del periodo minimo previsto dalla legge per l’isolamento il tampone dovesse risultare ancora positivo, è possibile ripeterlo dopo 48 ore.

Si ricorda che i soggetti che restano positivi oltre il 21° giorno dopo il primo tampone positivo, saranno riammessi in società senza l’obbligo di effettuare il test, ma con la validazione da parte del proprio medico curante che rilascerà un certificato di riammissione in società.

CONTATTI STRETTI DI SOGGETTI POSITIVI AL COVID

A far data dal 1° aprile 2022, tutti i soggetti che risultino contatti stretti di persone positive al Covid-19, indipendentemente dal fatto che siano o meno vaccinati, non saranno più sottoposti a quarantena. Gli stessi soggetti, tuttavia, dovranno rispettare nei dieci giorni successivi al contatto delle misure precise che consistono in:

  • AUTOSORVEGLIANZA;
  • OBBLIGO DI MASCHERINA FFP2 AL CHIUSO O IN PRESENZA DI ASSEMBRAMENTI.

In caso di comparsa di sintomi, dovrà essere effettuato un tampone molecolare o antigenico rapido al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. 

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