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La figura del preposto della sicurezza in azienda

14 Febbraio 2022
La figura del preposto della sicurezza in azienda

Avere chiaro il nostro ruolo all’interno dell’azienda e quello dei nostri colleghi, vuol dire avere non solo una maggiore consapevolezza di quelli che sono i nostri obblighi e a cosa andiamo incontro se non assolviamo alle varie disposizioni, ma anche darci maggiore possibilità di tutelarci e tutelare dal punto di vista della Sicurezza.  Data l’importanza del tema, abbiamo deciso di dedicare un contributo alla figura del preposto della sicurezza in azienda, affrontando quelle che sono le difficoltà del ruolo, gli obblighi, le sanzioni e le tutele di cui hanno bisogno.

Capita troppo spesso di che determinate figure aziendali ricoprano il ruolo del preposto senza averne una vera e propria consapevolezza. Il preposto è “la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.

In modo più semplice è quella persona all’interno dell’azienda consideriamo un “capo”, capo reparto, capo cantiere, capo turno, capo squadra; nonostante la normativa preveda la nomina e il riconoscimento della figura del preposto, l’articolo 299 del D.lgs 81/2008, ricorda che può esistere quello che viene definito un PREPOSTO DI FATTO ovvero:

“Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed e), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti.”

In merito a questo il preposto non nominato formalmente, assume la medesima responsabilità del preposto “di diritto”: riportando in sintesi la motivazione di una condanna giusta Cass. pen., Sez. IV, Sent., (data ud. 14/10/2021) 13/01/2022, n. 819* (riferimento in fondo all’articolo).

“… 2.3 P.F. è stato ritenuto corresponsabile quale capo turno del reparto di confezionamento nello stesso turno della vittima e di preposto alla sicurezza dello stabilimento industriale, per avere consentito che la macchina continuasse a lavorare nonostante la presenza del cartello, notato dagli operai, pur essendo stato informato dal capoturno uscente, G.F., della situazione, così esponendo B. a pericolo e, in generale, per non avere informato i lavoratori del rischio connesso al protrarsi della lavorazione in presenza di un guasto.

“2.4. E’ emerso dall’istruttoria che la macchina era provvista di tutti i presidi di sicurezza, tranne quello che era stato disattivato dal manutentore, che aveva apposto un segnale di pericolo; ed anche che non erano rari gli inceppamenti, a casa della colla impiegata per chiudere le scatole destinate a contenere la pasta, tanto che gli operai erano muniti di raschietti per rimuovere i residui di colla”.

Più a fondo, il preposto ricopre un ruolo di Garanzia della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Tra i suoi obblighi, indicati nell’art 19 dell’81/08:

a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;

b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;

c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;

e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;

f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;

g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37.

Formazione dei preposti

Tali soggetti ricevono, a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione comprendono:

  • principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  • definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  • valutazione dei rischi;
  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

A tal fine, i preposti dovranno frequentare un corso di formazione “particolare”, ulteriore a quello che il soggetto deve frequentare nella sua qualità di lavoratore, della durata minima di 8 ore, solo parzialmente erogabile in modalità e-learning.

Il D.L. n. 146/2021 (c.d. decreto Fisco-Lavoro) ha apportato una serie di modifiche al Testo Unico Sicurezza sul Lavoro tra le quali la previsione che le attività formative dei preposti devono essere svolte interamente con modalità in presenza e ripetute, con cadenza almeno biennale e in ogni caso quando si rende necessario per l’evoluzione dei rischi già esistenti o per l’insorgenza di nuovi rischi (art. 37, c. 7-ter, D.Lgs. n. 81/2008). La formazione per dirigenti è invece suddivisa in 4 moduli della durata complessiva di 16 ore ed è integralmente erogabile in modalità e-learning.

Al termine dei corsi di formazione, per entrambi i soggetti, dovrà essere verificato l’avvenuto apprendimento.

Il corso di formazione, inoltre, deve essere aggiornato per un monte ore complessivo di 6 ore ogni 5 anni.

Con le modifiche apportate dal D.L. n. 146/2021 il datore di lavoro è equiparato ai dirigenti e ai preposti per l’obbligo di ricevere una formazione adeguata e specifica e un aggiornamento periodico in base ai compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro svolti, esattamente secondo quanto stabilito nell’Accordo adottato in Conferenza Stato-Regioni.

Come si può tutelare un preposto

Sicuramente il preposto deve poter dimostrare in caso di accusa di aver rispettato tutti gli adempimenti che lo riguardano.

Sicuramente tra le metodologie più efficaci c’è quella della segnalazione scritta, nella quale andrà ad inserire lacune, malfunzionamenti, manomissioni dei dispositivi di sicurezza delle macchine o dei DPC (dispositivi di protezione collettivi) o dei DPI (dispositivi di protezione individuale), segnalazione del mancato rispetto da parte dei lavoratori dii disposizioni, procedure e regolamenti.

*Consulta la sentenza QUI

Articolo di Sara Pagliaricci e Stefano Capuano

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