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La formazione nell’era post-emergenziale

23 Marzo 2022
La formazione nell’era post-emergenziale

Dimenticare il distanziamento sociale, senza dimenticare tutto ciò che di buono è scaturito dall’esperienza della formazione da remoto. Questa la possibile sintesi in una sola frase di quella che è la prospettiva di un settore altamente strategico per aziende, manager e lavoratori.

Superata la fase emergenziale, nella quale la condivisione degli spazi ha rappresentato il problema più complesso da affrontare, le prospettive future della formazione aziendale non possono che cogliere gli spunti e le buone pratiche che si sono prima sperimentate e poi via via consolidate nel corso di questi due (lunghissimi) anni. E se lo strumento formativo si è confermato fondamentale per potersi dotare delle giuste competenze e affrontare la complessità dell’epoca lavorativa che stiamo vivendo, ecco che per il prossimo futuro la sua forma ibrida sarà certamente quella predominante e più funzionale allo scopo – sulla falsariga di quello che già abbiamo più volte sottolineato riguardo alle nuove modalità di svolgimento del lavoro. Formazione in presenza quando necessario, online e da remoto in tutti i casi che lo permettono. Costante e continua, sempre e comunque.

Dalla formazione tradizionale al microlearning e al mobile learning

Se da un lato ci è familiare la figura del formatore in aula, con la sua lavagna, i fogli di carta, il pennarello e la sua capacità di coinvolgere l’audience grazie alla presenza fisica e ai contatti dello sguardo, lo stanno diventando – e lo saranno via via sempre di più – anche le modalità nelle quali abbiamo imparato a fruire dell’apprendimento a distanza. La principale difficoltà, anche questa ben palese nella prima fase dello spostamento in remoto, consiste nella comprensione di come non si tratti solamente di accendere una telecamera e riproporre le stesse modalità formative attraverso uno schermo, ma di sfruttare le possibilità offerte dalla combinazione dei differenti mezzi per andare incontro sia alle esigenze aziendali, con conseguente miglioramento dell’efficienza dei processi organizzativi interni ed ottimizzazione dei costi, sia a quelle del personale, sempre più desideroso di fruire di una formazione personalizzata e molto più propenso a una forma flessibile e programmabile della stessa.

Ecco dunque che si affermano modalità formative come il microlearning e il mobile learning, entrambe tagliate su misura delle esigenze di velocità e fruibilità dei tempi che corrono. Nel primo caso ci si riferisce a quelle che potremmo definire “pillole di apprendimento”, veri e propri concentrati, immaginati per trovare il miglior compromesso tra tempo da dedicare e quantità di informazioni contenute. Moduli da consumare a dosi di 5 o al massimo 10 minuti, snelli, concisi e focalizzati sul punto da chiarire, fruibili in qualsiasi momento, anche da mobile. Ovvero la seconda modalità con la quale si avrà sempre più spesso a che fare: quella della formazione veicolata attraverso i dispositivi mobili che abbiamo sempre sottomano. Nel mobile learning l’accesso ai contenuti avviene mediante lo smartphone e viene pensato e realizzato per essere utilizzato senza i limiti fisici di un luogo o di tempo, viene arricchito e reso più coinvolgente per i fruitori grazie all’apporto della gamification e consente, grazie all’utilizzo delle piattaforme sociali, l’interazione con gli altri elementi del team aziendale.

L’importanza di scegliere le giuste piattaforme applicative

Un elemento rilevante, che va a coinvolgere direttamente i manager aziendali e il quanto mai necessario aggiornamento delle loro competenze specifiche, è quello relativo alla scelta e consapevolezza d’uso della piattaforma applicativa deputata all’erogazione della formazione, il cosiddetto Learning Management System. In questi ecosistemi, infatti, si può (si deve?) offrire una esperienza personalizzata per tutta l’organizzazione aziendale e per tutti i tipi di formazione da somministrare. Per di più, sistemi come questi consentono un monitoraggio dell’impatto dei progetti formativi basato sulla raccolta di dati certi e oggettivi, facilitano l’analisi grazie ai servizi di reportistica e permettono di prendere decisioni strategiche basate sui numeri, con conseguente beneficio dell’efficacia delle stesse.

Senza sottovalutare il fatto che, volgendo lo sguardo appena un po’ più in là, l’intelligenza artificiale e l’integrazione della realtà virtuale nei processi formativi andranno ad aggiungere altri elementi dirompenti per ciò che riguarda l’ottimizzazione dei tempi dedicati all’apprendimento, la riduzione dei costi collegati, le possibilità di coinvolgimento in particolare delle generazioni più giovani.

Il segreto per le organizzazioni aziendali e per i loro leader al fine di non rimanere indietro? Inevitabilmente, come per il personale, la formazione continua.

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