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Professioni HR in ascesa per il 2022

02 Febbraio 2022
Professioni HR in ascesa per il 2022

È utile per far conoscere le prerogative del proprio marchio, così come per veicolare alle “bolle” che li seguono le idee (più o meno interessanti) delle persone che nelle varie organizzazioni occupano ruoli dirigenziali, o sono parte della forza lavoro. Così come le loro motivazioni, soddisfazioni e aspettative. Ma al di là di tutto questo, un social network dedicato al mondo del lavoro come LinkedIn permette anche di raccogliere dati di alto profilo per quanto riguarda le tendenze e i movimenti nel mercato delle professioni, il tasso di crescita e i settori più richiesti.

Il team di ricerca del LinkedIn Economic Graph si è occupato proprio di questo, esaminando milioni di posizioni lavorative che gli utenti LinkedIn hanno iniziato a ricoprire in un arco di tempo che va dal 1 gennaio 2017 al 31 luglio 2021, per capire quali fossero le posizioni in più rapida crescita e tentare di comprendere in quale direzione si stia muovendo il mercato del lavoro. Restringendo il campo al settore di nostra competenza, ovvero quello delle Risorse Umane, quali sono i ruoli sui quali puntare nell’ottica di un nuovo inserimento lavorativo, o di una riqualificazione di competenze atte a rilanciare la propria carriera?

L’Analista HR è in cima alla classifica dei più ricercati

Non ci coglie di sorpresa il fatto che, scorrendo la classifica delle professioni, le prime posizioni collegate alle risorse umane si occupino di analisi dei dati. L’Analista HR è per l’appunto la professione in più rapida ascesa, richiesto per la sua capacità di leggere, interpretare e analizzare i numeri che si nascondono dietro le attività di reclutamento, gestione e retention dei talenti aziendali. Guardando alla fotografia del social network, si può tentare anche un identikit di massima dell’attuale professionista nell’analisi dei dati HR: si tratta (in due casi su tre) di un uomo, con competenze in ambito organizzativo, di recruiting e con spiccate capacità nella risoluzione dei problemi, con un’esperienza alle spalle nel settore di almeno 4 anni.

D’altra parte, in un’interessante ricerca prodotta nel 2020 dalla società di consulenza Cognizant, dal titolo “21 HR jobs of the future”, si giungeva alla stessa conclusione: al primo posto nella classifica dei professionisti con più possibilità future si trovano coloro i quali siano capaci di raccogliere e leggere i dati, sapendoli combinare fra loro nella migliore maniera per far sì che si trasformino in informazioni cruciali per la strategia di business. Persone capaci di fare da spina dorsale all’organizzazione, forti della capacità di avere un quadro generale della situazione, pur partendo dall’analisi del particolare. Persone competenti e tra l’altro perfettamente consapevoli della delicatezza del loro ruolo, avendo a che fare con la raccolta e il trattamento di dati sensibili.

Ricerca e selezione dei talenti al secondo posto

Tornando alla classifica di LinkedIn, subito dietro all’Analista HR ecco spuntare un altro professionista che assume via via un ruolo sempre più cruciale all’interno dell’organizzazione. Si tratta del Talent Acquisition Specialist. Se è infatti il talento delle persone a fare la differenza in azienda, ecco che chi seleziona i professionisti e insieme prevede quali siano le risorse necessarie all’organizzazione per le esigenze future diventa fondamentale. In questo caso, riferendosi all’identikit che emerge dai dati raccolti, ci troviamo otto volte su dieci di fronte a una donna, con esperienza di almeno quattro anni e mezzo alle spalle come Recruiter o HR specialist.

Il Payroll specialist e… qualcosa di completamente nuovo

Anche lo Specialista delle buste paga appare come ruolo tra i primi 25 nella classifica, seppure un po’ meno in evidenza dei precedenti. Un ruolo delicato, questo, che richiede una lunga esperienza alle spalle, e che in otto casi su dieci viene al momento ricoperto da donne. Con una possibilità di lavorare da remoto pari al 2%.

Ecco, questo è un aspetto che ci sembra particolarmente interessante. Nella ricerca LinkedIn per ogni voce viene segnalata la possibilità percentuale di svolgere il lavoro anche da remoto. Una realtà con la quale fare i conti, pur nella ritrosia del nostro mercato del lavoro. Potrebbe stupire qualcuno, ma non chi scrive, che al secondo posto nei ruoli HR del futuro della ricerca Cognizant fosse segnalato proprio il WFH Facilitator, ovvero la figura che si occupa di facilitare il lavoro da casa (WFH sta per “work from home”).

Un professionista dedito a far sì che ogni dipendente da remoto disponga della tecnologia di cui ha bisogno per svolgere al meglio il proprio lavoro. La valutazione, la definizione del budget e l’integrazione di nuovi strumenti di collaborazione digitale sono le sue responsabilità chiave, così come la misurazione del successo del suo lavoro dipende dal senso di appartenenza all’organizzazione dei lavoratori a distanza.

Tutti dobbiamo lavorare dalle 9 alle 5, per cinque giorni alla settimana” è una frase irrimediabilmente vecchia. E chiudere gli occhi davanti alla realtà non porterà alcun beneficio all’organizzazione del lavoro.

(Questo articolo è stato scritto la mattina di domenica scorsa da Francesco Benincasa, prima di un picnic al parco con la famiglia. Work-life balance anyone?)

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