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Temporary Management nelle PMI e opportunità del PNRR

15 Giugno 2022
Temporary Management nelle PMI e opportunità del PNRR

Scarsa informazione e scarsa programmazione, unite a un difetto strutturale per ciò che riguarda l’argomento managerializzazione. All’appuntamento con le opportunità messe in campo dal PNRR, le Piccole e Medie Imprese italiane rispondono presente solo in un caso su cinque, con l’80% di esse che, come sottolineato dal presidente di Unioncamere, Andrea Prete, “non ha nemmeno in programma di avvalersi di queste risorse”.

Questo il campanello d’allarme che suona se si vanno a guardare i dati di un’indagine diffusa da Unioncamere, elaborata dal Centro studi Guglielmo Tagliacarne, nella quale si evidenzia come soltanto il 16% delle imprese si sia attivato per aderire agli interventi del PNRR di supporto diretto, e solo il 13% abbia in programma di farlo. Tra queste, la percentuale di PMI è come detto molto esigua, mentre la metà delle aziende di medio/grandi dimensioni ha almeno programmato di avvalersi dell’opportunità.

Come già aveva dichiarato in un’intervista che ci aveva concesso in pieno periodo pandemico Maurizio Quarta (Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors, società specializzata operante oggi in 28 paesi nel mondo): “la sottocapitalizzazione e sottomanagerializzazione delle PMI continuano a essere rilevanti e influenzano i processi in atto”.

E proprio la necessità di portare competenze manageriali nelle PMI è stato l’argomento principale del recente Convegno organizzato a Milano da ANDAF e IIM Institute of Interim Management, con la partecipazione di AIDP-PMI e la collaborazione di BFF Bank, dove si è sottolineato il ruolo cruciale del Temporary Management ( TM ) in ambito CFO, HR, di competenze per la creazione di reti, di gestione dell’internazionalizzazione e altro ancora.

La funzione strategica del Temporary Management

Dall’incontro milanese emerge ancora una volta la conferma di come il Temporary Management possa rivelarsi strumento valido e strategico per supportare le PMI nella loro crescita. Come già sottolineato da Maurizio Quarta, il TM è sempre più apprezzato dalle imprese anche di piccole dimensioni “per portare in casa competenze di alto livello, non altrimenti o difficilmente disponibili, a costi accessibili, con l’obiettivo di accrescere le capacità delle persone già operanti in azienda”.

Dai dati presentati al Convegno emerge come circa il 60% delle aziende più piccole (sotto i 20 milioni di fatturato) conosca la figura del Temporary Manager, con un utilizzo che si assesta intorno al 10-12% a seconda delle classi di fatturato. Al momento viene utilizzato prevalentemente nelle aree che hanno un più immediato impatto sul conto economico (supply chain, produzione, area commerciale, internazionalizzazione), mentre se ne trascura in alcuni casi la funzione strategica, anche per questioni legate alla struttura familiare e “chiusa” di molte aziende di piccole dimensioni, nei settori della finanza e delle risorse umane.

Proprio queste due aree godrebbero invece di ampi benefici dall’iniezione di manager altamente competenti, focalizzati su una gestione professionale di ogni aspetto ad esse legato. Da non sottovalutare poi l’importanza di affrontare con lo stesso approccio l’argomento “digitalizzazione”, rispetto al quale molte aziende del nostro paese denunciano un perenne ritardo e poca programmazione a lungo termine.

Temporary Management? Si, ma su misura!

La sfida, come ben evidenziato da Matteo Manzardo, Vice Presidente Vicario Confimi Industria Gruppo Giovani, è che se “da un lato le PMI devono prendere coscienza dell’importanza di essere affiancate da manager competenti, d’altro lato la classe manageriale deve uscire dalle teorie dei grandi manuali e calarsi in modo sartoriale a misura di PMI”. E a conferma di come anche per ciò che riguarda la Gestione delle Risorse Umane il TM possa rivelarsi fondamentale, Francesco Amendolito, Referente nazionale di AIDP-PMI e Presidente di AIDP Puglia, ha sottolineato che “il gruppo di interesse nazionale che guido ha l’obiettivo di elevare cultura e sensibilità delle PMI sulla necessità di dotarsi di competenze manageriali per la gestione delle risorse umane e dare così al capitale umano il giusto e importante ruolo da protagonista, anche nelle organizzazioni aziendali più piccole”.

La soluzione che viene dalle Reti

Molto interessante sul piano strategico, nel presente e in prospettiva, la questione relativa all’organizzazione in rete. Biagio Levrini, Rappresentante Lombardia di Assinrete, ha rilevato nell’incontro come “tra le diverse tipologie di aggregazioni di imprese il modello della Rete sia quello più innovativo perché consente alle imprese di incrementare le proprie capacità, realizzare progetti e perseguire obiettivi condivisi e nel contempo mantenere la propria indipendenza, autonomia e specialità”. Un modello organizzativo in crescita (sono 42.232 le imprese in rete, per 7.541 contratti di rete, con in testa Lazio, Lombardia e Veneto) che può essere utile, oltre che a scambiare prestazioni e informazioni, anche a condividere tra aziende uno o più temporary manager.

Anche da questo punto di vista appare imprescindibile una gestione altamente professionale del loro funzionamento, totalmente basato su fiducia e competenze. Centrale in questo caso la figura del Manager di Rete, anch’esso un temporary che crea, gestisce e sviluppa il business.

L’orientamento al fare e al gestire, tipico del Temporary Management, si conferma dunque come un importante contributo strategico per supportare il necessario cambio di mentalità all’interno delle aziende, nell’ottica di accrescere simultaneamente le competenze del personale interno e aumentare la competitività sui mercati.

Studio Felli ringrazia Maurizio Quarta per l’estrema disponibilità

FONTI e APPROFONDIMENTO: https://www.economymagazine.it/pmi-e-pnrr-portare-competenze-manageriali-in-azienda/

https://www.tagliacarne.it/news/pnrr_solo_1_impresa_su_3_e_pronta_a_cogliere_le_opportunita_delle_nuove_risorse-2914/

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