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Welfare aziendale: le conferme e le nuove tendenze

01 Giugno 2022
Welfare aziendale: le conferme e le nuove tendenze

Il welfare ribadisce il suo ruolo chiave all’interno degli equilibri organizzativi aziendali, forte da un lato del suo consolidato ruolo sociale e di sostegno al reddito e dall’altro confermandosi come strumento strategico di primaria importanza per ciò che riguarda l’attrazione dei talenti e per la motivazione del personale aziendale, con occhio attento alle nuove esigenze in tema di sostenibilità e di mobilità a ridotto impatto ambientale.

Queste le principali considerazioni che emergono dall’analisi dei numeri contenuti nell’Osservatorio Welfare curato da Edenred, un’indagine basata su un bacino di 530 mila utenti e circa 3 mila imprese con dati relativi all’anno 2021. “Il welfare aziendale si conferma, anche in una fase di straordinaria difficoltà come quella dei due anni appena trascorsi, una leva fondamentale di sostegno alle persone, alle aziende e al territorio” – è il commento di Paola Blundo, Direttore Corporate Welfare di Edenred Italia – “Valore che si concretizza sia nella sua dimensione di sostegno al reddito che in quella più prettamente sociale come l’ambito della previdenza e sanità integrativa, la formazione e i servizi alla persona con un occhio alle nuove tendenze della sostenibilità e della mobilità green”.

La conferma del ruolo sociale del welfare

Secondo l’Osservatorio, il welfare sociale, composto dalla spesa per Istruzione, Previdenza, Assistenza Sanitaria e Assistenza Familiari, rappresenta una quota del 47,8% del totale della spesa welfare e, seppur con una piccola contrazione rispetto al periodo precedente, conferma decisamente il suo peso e il suo ruolo.

Un ruolo che tende a favorire la conciliazione dei tempi di vita-lavoro grazie all’offerta di servizi legati a progetti e iniziative a favore delle persone, alla genitorialità, a servizi di baby-sitting, di assistenza agli anziani o a familiari non autosufficienti, incidendo così in maniera non marginale, tanto per fare un esempio, sulle possibilità di affermazione delle figure femminili nel sistema aziendale. Come più volte abbiamo avuto modo di sottolineare in relazione ai vari rapporti sull’argomento usciti negli ultimi anni, il punto nodale della faccenda è nella proposizione da parte dell’azienda di servizi che siano ad integrazione reale di quel che i lavoratori trovano nel welfare sul territorio, in un nuovo rapporto tra azienda e comunità circostante all’insegna della sussidiarietà.

Il welfare per attrarre i talenti

I dati confermano anche come la valutazione dell’offerta di benefit nella scelta dell’azienda abbia il suo peso per oltre il 50% dei rispondenti. Ciò significa che, in particolare per ciò che riguarda l’attrattività dell’azienda nei confronti dei giovani talenti – possibilmente i migliori disponibili sul mercato – la voce welfare assuma oggi una certa importanza, in un contesto dove il benessere sul luogo di lavoro non è più relegato all’ultima delle voci da considerare.

Le fasce più giovani del campione (quelle cioè sotto i 39 anni) dimostrano un chiaro interesse verso i “benefici accessori” o secondari: quei fringe benefit che vanno a consolidare le loro buone performance. Gli interventi legislativi degli ultimi due anni, che hanno portato i limiti di spesa dei fringe benefit a 516,46 euro, si sono fatti sentire e buoni spesa e buoni carburante, ma non solo, hanno rappresentato una forma di sostegno al reddito e ai consumi. Da notare e non sottovalutare come, entro i 30 anni, i soli fringe benefit cubino il 65% circa della spesa complessiva.

In crescita il trend della sostenibilità

Andando ad analizzare il livello di gradimento delle aziende emerge come siano abbondantemente preferite le misure generali di sostegno al reddito, con l’81,7% delle indicazioni. L’87% delle aziende raccolte nel campione considera la misura specifica dei fringe benefits come uno strumento di valore assoluto, e il 92% afferma che la spesa relativa al welfare familiare, anche a sostegno della natalità, debba essere rafforzata e aumentata. Interessante poi come si stia affacciando in questo campo il concetto di sostenibilità, con il 12,5% delle aziende intervistate che ha ad esempio attivato misure di mobilità sostenibile e il 37,5% che sta pensando di farlo.

Aumenta dunque l’interesse da parte delle aziende verso quei servizi e benefit eco-friendly che oltre ad assicurare maggior benessere ai lavoratori e ai loro familiari tengono presente anche l’impatto sull’ambiente. L’Osservatorio parla a questo proposito di “welfare naturale” ed indubbiamente si tratta di un settore che è destinato ad avere un peso sempre maggiore nella pianificazione delle strategie legate al welfare degli anni a venire. Oltre a fare la propria parte nel discorso virtuoso che tiene in considerazione la necessaria salvaguardia dell’ambiente, infatti, le ricadute a livello di immagine per l’azienda nei confronti dei suoi dipendenti e dei suoi clienti non sono assolutamente da sottovalutare. Sono infatti ormai lontani i tempi in cui per curare la comunicazione del brand ci si limitava a un buon coordinato aziendale…

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